LE NOVITA’ DI GIUGNO (2)
Continua il mese di giugno con le molteplici novità de La Penna d’Oca!
QUI Giugno Parte I
PUBBLICAZIONI
LA FORZA DI UN CUORE SALENTINO Marco Cazzella
L’instancabile Marco Michele Cazzella (un vero Serial Writer) esce con un’altra sua pubblicazione. Il romanzo è questa volta toccante, visto che parla di una bimba, che gioca a calcio, ma che scopre avere una malattia renale. La dialisi sarà l’unica soluzione, ma che ne sarà della sua passione per lo sport e del suo futuro?
Un argomento che purtroppo Marco conosce da vicino ma che qui, come nella vita, riesce ad affrontare con positività e umorismo.
Assolutamente consigliato!
IN PRESENZA
Quello del Pergine Comics è un appuntamento fisso per la nostra Josyel, che pur non avendo libri prettamente in tema, trova anche qui i suoi lettori. Il motivo primo della sua presenza è sicuramente l’atmosfera magica, pacata ma molto divertente, dell’evento colsplay.
Quest’anno ha condiviso la postazione con alcuni simpaticissimi colleghi della casa editrice Isenzatregua.
COLLABORAZIONI
LE POETESSE DEL '500 Gaspara Stampa
Dopo Isabella Canali Andreini, ecco la seconda poetessa del ‘500 che la nostra Sabrina Corradini presenta nel gruppo partner la Poesia si fa bella. Gaspara Stampa sviluppa la sua arte poetica in quel di Venezia, dove vive come cortigiana. Una poetica d’amore, la sua, riscoperta soltanto dopo due secoli.
Vi lasciamo l’articolo di Sabrina per la Poesia si fa bella, la versione un po’ diversa nel nostro blog, e due bellissimi omaggi in versi alla poetessa: quello ricorrente in rima di Donato Bleve, e la versione nello stile dell’epoca, a cura della nostra collaboratrice Mapi Alfonsi.
La volta scorsa abbiamo iniziato il viaggio alla scoperta delle poetesse del '500, iniziando con Isabella Canali Andreini: colei che, per Tasso, toglieva “gemme in terra e lumi in cielo.”
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Oggi andremo a parlare della donna che per prima, con la sua vita e i suoi versi, ruppe gli schemi della “cortigiana honorata”; una poetessa celebrata a suo tempo, ma che poi cadde nell'oblio a causa dei veti della Controriforma, riprendendo il posto che le spettava solo dopo duecento anni.
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Gaspara Stampa nacque a Padova nel 1523. In seguito alla morte del padre, un ricco commerciante di gioielli, si trasferì a Venezia ancora bambina assieme alla madre e ai fratelli. La loro residenza veneziana divenne un importante ritrovo di filosofi, artisti e letterati. Gaspara, che per volontà della madre aveva ricevuto un'ottima educazione, e che era un'eccellente cantante e suonatrice di liuto (spesso, durante i ricevimenti, accompagnava i suoi versi con la musica), era particolarmente ammirata e corteggiata. Aveva molte relazioni, ma non era interessata al matrimonio.
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La sua vita subì una svolta quando conobbe, nel Carnevale del 1548, Collalto da Collaltino. A lui avrebbe dedicato buona parte delle sue Rime (più di trecento componimenti), un diario dell'amore visto in tutte le sue sfumature, dalla passione alla gelosia. Fu Collalto a “trasformarla” in una vera scrittrice.
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“Voi mi guidate/L’ingegno e lo stil, signor, mi date”
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La relazione con Collalto fu molto travagliata e difficile, a causa dell'atteggiamento molto distaccato di lui, che vedeva nella poetessa un trofeo della sua vanità maschile. Finì nel 1551, molto probabilmente per volontà di Gaspara, che iniziò subito dopo una nuova relazione con il nobile Bartolomeo Zen.
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Ma, perch’io son di foco e voi di ghiaccio,
voi siete in libertate, ed io in catena,
io son di stanca, voi di franca lena,
voi vivete contento, ed io mi sfaccio;
voi mi ponete leggi, che a portarle
non basterian le spalle di Milone,
non ch’io, debole e fral, possa osservarle.
Seguite, poi che il ciel così dispone;
forse che un giorno Amor potrìa mutarle,
forse che un dì farà la mia ragione.
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Le delusioni d'amore patite negli anni l'avevano però estremamente minata nel fisico. Gaspara Stampa morì in seguito a una improvvisa e breve malattia nel 1554; qualcuno ipotizzò anche un suicidio. Solo dopo la sua morte, la sorella Cassandra pubblicò le “Rime”.
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Dimenticata per due secoli, la sua figura fu riscoperta nel Settecento grazie a un discendente di Collalto, che voleva dare lustro alla storia della sua famiglia.
Da lì ebbe inizio il mito romantico di Gaspara Stampa come emblema della donna innamorata, che l'avrebbe portata ad essere celebrata dal poeta Reiner Maria Rilke e da D'Annunzio nella sua opera “Il fuoco”, nelle parole di Stelvio Effrena alla Foscarina:
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“Viver ardendo e non sentire il male”
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OMAGGI
L’amico e poeta Donato Bleve ci omaggia di una presentazione in rima, musicata e cantata con l’ausilio di AI. Non possiamo che ringraziare per il gradito dono! Ci riteniamo fortunati, perché attorno ai Serial Writer si sono radunate solo splendide persone.
RUBRICHE
Ancora tanti interessanti argomenti con l’approfondimento delle nostre rubriche!
IN CUCINA CON L'AUTORE - Le paste delle vergini
Dal “Gattopardo”, ecco un tipico dolce siciliano. Presente nel buffet di presentazione in società di Angelica durante il sontuoso ballo a Palazzo Ponteleone. Ricetta e descrizione del libro a cura di Sabrina Corradini. (QUI)
MITI E LEGGENDE DALLE CANARIE - Orone 1 e 2
OLTRE L'ULTIMA PAGINA - Il risveglio
Dell’autrice americana Kate Chopin proponiamo un finale alternativo al suo The Awakening (Il risveglio, 1899), un’opera incentrata sulla liberazione interiore di una donna nell’America agli albori del Novecento. Sebbene il finale risenta di una rassegnazione tipica delle dame dell’Ottocento, Chopin ha dato alla sua eroina il coraggio di provare a cambiare il suo destino. E Mapi Alfonsi le donerà la forza di accettarlo. (QUI)
CANTI DI LUCE - Tommaso Campanella
Figlio del Rinascimento, il monaco e teologo domenicano Tommaso Campanella, venne accusato di eresia e cospirazione politica per le sue idee innovative. Incarcerato per ben 27 anni, in prigione scrive le sue opere più famose tra le quali “La città del sole”. Analisi del personaggio da parte di Vittorio Politano. (QUI)
SOTTO L'OMBRELLONE - La rubrica vivace dell'estate
Anticipiamo che con i prossimi mesi di luglio e agosto, le attività del blog si ridurranno notevolmente. Le rubriche in particolare osserveranno una pausa estiva ma i Serial Writers non si fermano mai!
“Sotto l’ombrellone” è infatti la rubrica sostitutiva che si svolgerà sulla nostra pagina fb. Con vari brevi post, vi terremo sempre compagnia, ma in maniera più semplice e divertente. Niente articoli lunghi, che verranno invece sostituiti da giochi e quiz letterari, le freddure di Marco, suggerimenti di lettura o di serie tv, poesie e haiku.
Ogni giorno i contributi della Penna d’Oca continueranno a essere assicurati! Seguici quindi sulla pagina Facebook.
RECENSIONI
I questa seconda metà del mese vi proponiamo due sillogi lette e raccontate da voi dal nostro collaboratore Ivan Molinari .
Approfondiremo così le “Poesie erotiche” della grande Patrizia Valduga e una raccolta di racconti e scritti postumi dell’autrice americana Harper Lee.
Clicca sulle copertine per accedere agli articoli corrispondenti.
RICONOSCIMENTI
Per l’album “Mercoledì in poesia” del gruppo culturale la Poesia si fa bella, ecco alcuni versi di Josyel impreziositi dalla loro grafica mensile.
LE POESIE DEL MESE
Ed eccoci alle liriche dei nostri lettori, accuratamente selezionate per voi.
PRIMAVERA
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Tiene un segreto di semi,
la terra,
e lo svela
solo a primavera.
E la voce silenziosa dei fiori
ha solo parole di colore
per dire delle cure,
del tempo dell’accudimento.
Che sia questo il segreto
che vediamo e non capiamo?
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(©Giorgia Lubian)
E LA VITA CONTINUA
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E la vita continua,
anche quando il cielo si veste di silenzio
e le stanze sembrano più grandi
per l'assenza di una voce.
Continua nei passi lenti del mattino,
nel profumo del caffè che sale piano,
nelle mani che cercano ancora calore
e trovano memoria.
Ci sono giorni che pesano come pietre,
e notti che sembrano non finire mai,
ma il tempo, con la sua pazienza antica,
ricuce gli strappi senza fare rumore.
Allora scopri che nulla va perduto davvero:
un sorriso resta appeso a una fotografia,
una parola vive dentro il cuore,
un amore continua a camminare accanto a noi.
E la vita continua,
fragile e ostinata come un fiore tra le crepe,
con le sue ferite e la sua meraviglia,
insegnandoci ogni giorno
che andare avanti non significa dimenticare,
ma portare con sé ciò che è stato amato
e trasformarlo in luce
per il cammino che resta.
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(©Mapi Alfonsi)
BRICIOLE
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Sparse sul tavolo
dorate, leggere
segno di una fame nutrita
Piccoli avanzi di giorni
caduti tra le dita
sul tavolo del tempo
Risate sommesse
l' odore della pioggia d'estate
frammenti di luna nel mare
Raccontano
il profumo del pane
un gesto distratto
il resto di un' attesa
Non più avanzi
Siamo fatti di questo
briciole di sogni
briciole d'amore
briciole di luce
che il cuore conserva
anche quando la tavola
non è imbandita
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(©Caterina Borsci)
MERAVIGLIA
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Il mondo si fa piccolo
nel palmo di un ricordo
e ogni silenzio è una parola
che non vuole andare via.
La vita si ostina a scrivere i suoi versi.
Nonostante il peso del tempo,
ancora l'inaspettata meraviglia
accade.
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(©Anna Salzano)
LA MIA PENNA
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Ho il cuore consumato
Perché per scrivere
Non ho mai usato penne
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(©Velia Balducci)
FUNAMBOLI INCONSAPEVOLI
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Camminiamo inconsapevoli
dentro questo piccolo
e fragile involucro
portando il peso
di tonnellate d'oro.
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Siamo uccelli con la zavorra
sulle ali
facciamo il volo di una gallina
quando potremmo essere
aquile.
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Siamo piccole biglie colorate
che rotolano per le strade
sconnesse della terra
trasportando inconsapevolmente
l'infinito, il tesoro
inestimabile della vita.
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Siamo storie viaggianti,
romanzi interi, biblioteche.
Siamo sapere prezioso
oro, diamanti
e li portiamo in giro con borse
della spesa sfondate.
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Siamo beni preziosi
dentro biglie di fango,
involucri fragili destinati
alla decomposizione,
materiale riciclabile
che trasporta sassi
pesanti per la forza di gravita'
ma in verità eterei e leggeri,
eterni e infiniti.
Perché materiale biodegradabile
per un peso così grande
e un tesoro prezioso?
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Vorrebbero valigie indistruttibili
per trasportare...il nulla,
l'infinito non ci entrerà mai!
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La vita è una staffetta,
ci dobbiamo dare il cambio.
La vita è un'avventura
borse fragili che si rompono
sul più bello.
E' l'imprevisto, è movimento.
Farfalle colorate che vivono
lo spazio di un istante
e non muoiono mai.
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Nettare pregiato
in calici di fine cristallo
trasportati su una fune
altissima, senza bilanciere
e senza paracadute...
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siamo funamboli
inconsapevoli.
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(©Tiziana Furiesi)
PASSERO'
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Passerò dolce,
come passa il vento
tra le spighe di giugno.
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Passerò veloce,
come l'acqua di un fiume
sulla pietra ostinata.
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Passerò fragile,
come la rugiada,
eppure piena di luce.
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Passerò dai boschi dell'inverno,
dove gli alberi custodiscono
la memoria verde della primavera.
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Passerò libera,
come fanno le nuvole,
senza appartenere a nessun orizzonte.
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Un giorno sarò sera, foglia caduta,
soltanto terra che restituisce terra.
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Ma fino ad allora passerò,
come passa il canto degli uccelli all'alba.
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Passerò viva,
e basterà.
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(©Antonella Cimaglia)
STESO TRA I FIORI
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Tra petali sparsi
e una luce fatata,
la mente riposa,
l’anima è grata.
Nel prato silente,
al soffio di Dio,
dove stanno fiori
sto steso anch’io.
Nel grembo del verde
il tempo rallenta,
mi culla la terra
e nulla mi spaventa.
Non chiedo più niente,
neppure un addio,
dove stanno fiori
sto steso anch’io.
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(©Donato Bleve)
(©Donato Bleve)
CIELO DI GIUGNO
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Cielo di giugno, azzurra giovinezza
dell'anno; ed allegrezza
di rondini sfreccianti in folli giri
nell'aria. Ombre, ombre d'ali
vedo guizzar sul bianco arroventato
del muro in fronte: ombre a saetta, nere,
vive al mio sguardo più dell'ali vere.
Traggon dal nulla, scrivendo con nulla
parole d'un linguaggio
perduto; e le cancellano
ratte, fuggendo via fra raggio e raggio.
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(Ada Negri)