Ritorniamo a parlare di Magec, la divinità del sole e della luce, venerata dagli antichi Guanci. E della nascita dell’arcobaleno.
Magec non era solo luce, era anche curioso. Un giorno decise di osservare da vicino la vita degli uomini. Scese dal cielo come un raggio dorato e camminò tra i villaggi, dove vide bambini correre, anziani raccontare, e giovani pascolare le greggi. Magec si accorse però che talvolta le persone si scoraggiavano. Così cercò un modo di aiutarli dando loro qualcosa di nuovo.
Si rivolse allora agli spiriti delle nuvole e chiese loro di unirsi in un’unica danza. Le nuvole si aprirono, lasciando cadere una leggera pioggia. Magec rifletté la sua luce attraverso le gocce e creò qualcosa che nessuno aveva mai visto: un arco immenso di colori.
Gli uomini guardarono il cielo stupiti. Magec apparve sopra l’arcobaleno e disse: «Anche dopo la pioggia, qualcosa di bello può nascere. Non dimenticatelo.»
Da quel giorno, l’arcobaleno fu considerato un segno di equilibrio: un regalo della luce per ricordare che ogni difficoltà può portare qualcosa di nuovo.